Condividi


LA RISATA DELLE ZUCCHE




Andrea era un uomo che amava prendere in giro la gente per i suoi difetti: rideva del tizio troppo grasso, sogghignava per una signora con il naso grosso, faceva commenti alle spalle di chi era troppo magro oppure di chi si era spettinato mentre stava fuori casa. La sua mania di deridere la gente si stava trasformando in cattiveria, ma un giorno prese in giro uno stregone, che lo sentì e si impermalosì molto, decidendo di ripagarlo con la sua stessa moneta.
Senza sospettare nulla, Andrea tornò a casa e, mentre stava per varcare la soglia della porta, sentì qualcuno sghignazzare alle sue spalle. Si voltò per vedere chi era, ma non vide nessuno. La risata riecheggiava nell'aria fresca della sera autunnale ed un poco lo fece sentire a disagio.
Il giorno dopo, uscendo di casa, sentì la stessa risata aleggiare nel luogo e di nuovo alla sera quando rientrò dal lavoro. Stufo di sentire ridere qualcuno alle sue spalle, iniziò a cercare le fonti di quelle voci sghignazzanti: per strada non c'era nessuno che rideva, attorno alla sua casa e sopra al tetto non trovò anima viva e così provò ad aprire lo scantinato sul fianco della casa. Appena aprì la botola, dei lunghi rami verdi e pelosi uscirono fuori e lo avvolsero, stringendolo forte. Lui provò a sciogliersi da quella stretta, terrorizzato a morte, ma i rami erano troppo forti per lui e lo trascinarono giù nello scantinato, all'interno del quale c'erano delle zucche che ridevano a più non posso.
Il povero Andrea non credeva ai suoi occhi: davanti a lui c'erano bocche terrificanti e pupille fiammeggianti che lo fissavano con malignità.
“Che naso buffo!”
“Che capelli brutti!”
“Come è magro!”
“Che brutti vestiti!”
“Guarda che faccia, è ridicola!”
“Dovrebbe guardasi allo specchio più spesso!”
“Ma non si vergogna a farsi vedere in giro così?”
Le zucche stavano dicendo le stesse cattiverie che di solito Andrea diceva, ma stavolta era lui il bersaglio dello scherno. Questo gli faceva male, gli feriva l'orgoglio e per la prima volta si rese conto di aver esagerato a dare giudizi alle persone che incontrava per strada. Avrebbe dovuto chiedere scusa a tutti quanti, ma la rabbia di quel momento ebbe il sopravvento e rispose alle zucche: “Ma guardatevi voi, che avete bocche senza denti e vi trovate ad avere voci così ridicole che assomigliate a delle iene che si sono strozzate con un osso in gola!”
Le zucche ci rimasero male a loro volta e così aumentarono la stretta sull'uomo, che gridò di dolore nella notte. Il mattino dopo, l'intera casa era avvolta dalle foglie delle zucche giganti e queste ultime erano tutte sparse nel giardino a ridacchiare maleficamente.
Nessuno vide mai più Andrea, ma qualcuno è pronto ad affermare che ogni anno, quando le zucche giganti ricrescono su tutta la sua casa, il suo fantasma ritorni nel mondo dei mortali, condannato a farsi deridere da quelle mostruose facce arancioni per sempre.







 

 

Ogni contenuto scritto di questo sito è di esclusiva proprietà di Linaelen.

Licenza Creative Commons
Linaelen by opere scritte is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.
Based on a work at www.linaelen.it.
Permissions beyond the scope of this license may be available at www.linaelen.it.